Perchè le fanart piacciono?

Questa è una domanda che tormenta le notti insonni degli artisti.

“perché a nessuno piacciono i miei disegni e mettono mi piace a quel disegno di Naruto fatto male?”
“è popolare solo perché è una fanart!”
“quelli che amano le fanart sono tutti idioti!!”
“le fanart sono una scorciatoia, chi le fa è un lavativo!”
Sono tutte frasi che abbiamo sentito da qualche parte, magari le abbiamo anche partorite noi a volte, ed è comprensibile, e magari ci siamo convinti che le fanart sono davvero il male. Ma facciamo un passo indietro, e poniamoci una domanda.


Perché le fanart piacciono?

Perché il personaggio è conosciuto. Grazie Capitan Ovvio direte voi, ma aspettate. Non abbiate fretta. Il fatto che il personaggio è conosciuto, non significa che sfrutti la popolarità del fumetto. Certo, più è popolare il manga e più cuori, pollici, stelline e simboli di apprezzamento riceverà, ma… Pensateci un attimo, perché si dovrebbe mettere mi piace a un personaggio? Solo perché lo hai visto su un poster? Quelli che ragionano così sono molti meno di quanti pensiate.

La verità è che le fanart vendono perché chi le guarda conosce già il personaggio, conosce già la sua storia ed è emotivamente collegato al personaggio. 
Per questo le fanart sono popolari. Perché un personaggio qualsiasi che si rilassa sul prato non ha alcun significato per chi lo osserva, è un estraneo ai loro occhi, e chi si ferma a guardare un estraneo? Ma mettiamoci ad esempio Rufy e tutti si infiammano di passione. Quello è Rufy, non è un estraneo, è Rufy! Il mio nakama! So tutto della sua vita, mi ha insegnato tante cose, è Rufy e mi piace tantissimo che sia stato disegnato mentre si rilassa sul prato.
Come reazione è naturalissima… Perché la differenza è il legame di conoscenza che si crea tra il personaggio e il lettore, che nelle fanart semplicemente c’è già.

Ma allora come faccio a far sì che i miei disegni piacciano?

Dovete creare un collegamento tra il lettore e il personaggio. Rendete quel personaggio un loro amico, anche se per pochi minuti, e raccontate la sua storia attraverso l’immagine. Invece di disegnare il personaggio che si rilassa nel prato con gli occhi chiusi e il prato vuoto, perché non disegnarlo con gli occhi socchiusi, spiando la luce che filtra dai rami, magari con la bicicletta lasciata accanto e i resti di un panino, una bottiglietta, una goccia di sudore sulla fronte? Ci racconta immediatamente che è una giornata calda, che il personaggio è montato in sella con un panino e una bottiglia d’acqua, s’è fatto una scampagnata e ha raggiunto la collina erbosa dove s’è steso dopo la merenda, osservando le fronde muoversi, ascoltando il silenzio.



Adesso lo conosciamo, il personaggio. C’è un legame emotivo. E tutti quelli che hanno fatto la stessa cosa, o vorrebbero farla, capiscono i sentimenti del personaggio, magari lo invidiano pure o addirittura decidono di fare una cosa del genere alla prima occasione. Non è molto meglio? Il compito di un disegno non è essere solo carino da guardare, ma di suscitare qualcosa, che sia curiosità, relax, o confusione non importa, diamo un senso a quello che viene visto, altrimenti sarebbe come leggere una lunga riga di lettere scombinate:
aeopotnmrbweàoibsb!nl-rtoitbtòsbòugbglsòieywdarasrtrbiubtktbruigfnlnabvkruebea
Cosa avete provato? Ve lo dico io: nulla. Scommetto non avete nemmeno letto tutto il testo. Perché? Perchè è noioso, piatto, scombinato e soprattutto senza senso.
Quindi la prossima volta che disegnate un’illustrazione, dategli un senso!


Allora ammetti che chi fa fanart usa una scorciatoia?

Può sembrarlo ma non lo è, fare fanart è un po’ rischioso e un po’ limitante. Che non è proprio quel che si cerca in una scorciatoia, giusto?

Primo, dovete pensare al personaggio e a come si comporterebbe nella situazione in cui l’avete messo, quindi si deve conoscerlo ed esserci affezionati.
Secondo, dovete disegnarlo perfettamente uguale al manga o i fans se la prenderanno, magari addirittura adattare lo stile a quello dell’autore. C’è da andarci coi piedi di piombo ad alterare qualcosa.
Terzo, le fanarts o le fanfiction o le doujinshi essendo appoggiate a personaggi già creati, non vi fanno crescere come autore ne’ vi abituano a creare personaggi. 
Non peggiora per forza chi le fa, ne’ i fanartist sono peggiori degli artisti “normali”, anzi spesso sono parecchio bravi e sono loro quelli che guadagnano popolarità… E la popolarità è importante nel mondo artistico.
In ultima analisi, fare fanart porta sì popolarità ma è anche una scelta rischiosa, perché può portare a disabituarsi ad usare personaggi propri e compromettere il miglioramento dei rapporti personaggi/lettori.
Insomma, fare fanart è una scelta, ma come tale va rispettata e insultare un fanartist non vi porterà niente di niente, sarete solo persone più tristi di prima perché non sarete (ovviamente) riusciti a smontare l’oggetto delle vostre invidie.


Quindi… Lo faccio o no???

Questo lo dovreste decidere da voi, ma se proprio volete un consiglio… Perché non un po’ di entrambi?

3 responses to “Perchè le fanart piacciono?

  1. Bel post Cate ^w^, esaustivo e ben scritto 😉 (io sn un’acidona per le fanart -.-“”, ma condivido esattamente il tuo punto di vista ^^).

  2. Bella la cosa del rapporto col personaggio. Io son dell’opinione che la fan art sia una cosa buona perchè uno così si cimenta nell’esprimere il personaggio che gli è piaciuto…però non sono daccordo che debba a tutti i costi essere uguale. Interpretare un personaggio col proprio stile o in atteggiamenti insoliti secondo me è una bella sfida e se la si raccoglie col giusto piglio può essere anche molto utile. Certo, difficile che piaccia se si discosta dal character grafico originale ma ci sono anche eccezioni…ricordo ad esempio una fan art sui pokemon evoluti della primissima serie (blastoid, charizard etc etc) disegnati come mostroni in stile realistico tipo godzilla: migliaia di Like su Fb e lo stile era completamente stravolto!

    Sono daccordo che bisogna fare entrambe le cose! Si può anche osare un po’ di più se si è pronti anche ad un eventuale delusione! 😀

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