Impariamo da: Koyamori

Questa settimana è dedicata ai promo, e parto da un artista che ammiro da tempo: Koyamori.

Swallowed by a fish -Koyamori

I suoi personaggi sono etereii e privi di decorazione, basandosi soprattutto su uno stile lineare che rende i suoi lavori riconoscibili e piacevolissimi, deliziosamente geometrici e spesso monocromatici, che non è una scelta semplice al contrario di quel che si potrebbe pensare.
Il monocromatico, infatti, è terribilmente difficile da gestire perché l’assenza di contrasti appiattisce molto il risultato finale, ma Koyamori ci mostra con estrema grazia come utilizzare le diverse tonalità per rendere un’immagine comunque interessante.

La struttura è spontanea e la prospettiva incerta in qualche modo aggiunge alla dimensione da sogno che mantiene lo stile giocoso e calmo, nonostante la poca vitalità dei soggetti che a prima vista può inquietare, col tempo si comincia a scoprirli rassicuranti.
Perché non parlo di “fantasy”ma di “sogni”? Non si osserva curiosità nei personaggi per il mondo che li circonda, sono rilassati e consapevoli, quasi protettivi delle creature con le quali interagiscono, e posti di punto in bianco in paesaggi sfocati, mi ricorda molto di più una situazione di sogno che non un vero mondo a parte!

Little space -Koyamori

Qual’è il suo punto forte?

La sinteticità. Decisamente, è ciò che preferisco dei disegnatori orientali e d’ispirazione, essendo un cardine dell’arte nipponica sin dalle opere antiche. In questo stile sboccia perfettamente la parsimonia di tratti, e la quantità di spazi bianchi rilassa lo sguardo.
L’acquerello è il media migliore per rendere la bellezza di queste illustrazioni il più eterea possibile, e l’assenza di neri pieni rende ancora più volatile lo stile leggero, decisamente piacevole.

Parasol -Koyamori

Cosa possiamo imparare?

Koyamori ci insegna che a volte meno diventa più, grazie alla sua efficacia grafica, e ci abitua ad accettare il vuoto e la semplicità come parte integrante di uno stile, piuttosto che una sola mancanza tecnica. La spontaneità, a volte, fa più della perfezione, e personalmente mi ricorda che ogni tanto è anche bene andare dove ci porta la mano e lasciare l’esasperazione e la pignoleria da parte per un po’.

Nusi -Koyamori

Grazie a Koyamori per il permesso di usare le immagini! Qui potete trovare il suo artbook!

Noi ci rileggiamo martedì prossimo, e il post sarà un’altra delle grandi domande: “Perché devo disegnare gli sfondi?”Quindi preparate i vostri browser 😉

2 responses to “Impariamo da: Koyamori

  1. A me piace molto Koyamori! La seguo su deviantart! Qualche volta ci ho scambiato qualche parola. :3

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