Perché non riesco a disegnare?

Ciao a tutti, è da un po’ che non scrivo eh? Oggi per onorare questa pausa di un anno e mezzo voglio parlare con voi del temuto “art block”, che sarebbe il blocco dell’artista.

A tutti è capitato: ti trovi di fronte al foglio bianco, con tutto il tempo del mondo a disposizione, ma qualsiasi cosa disegni sembra noiosa, piatta, senza vita, piena di errori che non riesci a correggere. Come quando controlli il tuo respiro e dopo non ti ricordi come facevi a respirare senza pensarci: quello che normalmente è un processo automatico sembra all’improvviso qualcosa di misterioso, e non hai idea di come facevi prima. Ma come respirare, prima o poi ti distrai guardando gif di animaletti e il respiro torna alla normalità.

Ora che siete tornati a respirare senza pensarci partiamo con la domanda fondamentale.

 

Perché mi blocco?

Il blocco può essere condizionato da una quantità di ragioni, tutte psicologiche. Potrebbe essere per un lavoro su commissione che proprio non vi piace, o eventi nella vita privata che non vi lasciano concentrare. Queste sono ragioni con le quali dovete fare i conti da voi, sapete il problema e o lo risolvete o lo ignorate abbastanza a lungo da abituarvi alla situazione. Ma visto che la domanda è “perché mi blocco” allora parliamo di quando capita “senza una buona ragione”, ed è lì che non capiamo e ci disperiamo. Ecco, io sono qui per dirvi che la ragione c’è. Lasciatemi tirare fuori un grafico.

crescita creativa

Quello che vedete è un grafico della crescita creativa a cui siamo sottoposti tutti quanti: la vostra abilità con la matita aumenta (detta “mano”), finché non viene raggiunta dalla vostra capacità di vedere gli errori (detta “occhio”), che supera la mano, che poi recupera, e ri-supera, in un ciclo che va a intersecarsi all’infinito. Semplicemente, nei momenti in cui la mano supera l’occhio, ci sentiamo contenti perché non vediamo errori nel nostro piccolo capolavoro.

Avete mai riguardato a distanza di anni un disegno del quale eravate estremamente fieri, solo per ritrovarvi a chiedervi con quale piede l’avete disegnato? Bene, quel disegno l’avete creato durante la zona verde che vedete sopra. Ora che il vostro occhio è migliorato, vedete errori che prima per voi non c’erano nemmeno.

Nell’altro settore, quello rosso, trovate il perché dei vostri blocchi: qualsiasi cosa facciate, ci sono troppi errori, e non riuscite a risistemarli. La mano non è più all’altezza dell’occhio, semplicemente. Fa molta meno paura ora che sapete perché, vero? E adesso siamo preparati ad affrontare il blocco brutto e cattivo.

 

Allora come posso fare pace con la matita?

Il corso d’azione logico è far sì che l’occhio si stabilizzi, e nel contempo far crescere l’abilità della mano. Ognuno ha i suoi metodi, i suoi ritmi, e potrebbe non funzionare per tutti allo stesso modo, ma il primo passo per la vostra felicità nella vita artistica è accettare il fatto che siamo esseri umani e in quanto tali facciamo errori.

Pensate di essere lucertole, siete stati lenti e la zampa del gatto vi atterra sulla coda. Vi fermate a piagnucolare e chiedere pietà? No, la staccate e ve la filate. Ricresce. Lo stesso vale per gli errori. A volte ci sono battaglie che non potete vincere, e se quella mano non viene proprio come volete nonostante la quantità di tutorial collezionati che Google stesso vi bussa alla porta per dirvi di piantarla, siate lucertole. Filatevela. Accettate che faccia pena, e fate altro.

Fidatevi, è meglio fare 10 brutti disegni che 1 disegno “perfetto”, che tanto tra un paio di mesi vi sembrerà uno sgorbio lo stesso. Non importa. A volte dobbiamo accettare che il nostro meglio non è quello che vorremmo, e continuare. Accettare che a volte le cose non vanno come vorreste è il primo passo per stare più sereni, ed il primo passo per convivere col blocco dell’artista. Perché sì, dovrete conviverci.

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Ma io voglio liberarmene adesso!

“L’erba Voglio cresce solo nel giardino del Re” ve lo hanno mai detto da piccini? Calmatevi, sedetevi, prendete latte e biscotti e soprattutto prendetevi una pausa. Siete svogliati perché nulla vi riesce come vorreste, disegnare non è più divertente? Prendetevi una pausa. Non disegnate per un po’. Ma ad una condizione: mollate per un po’ i siti artistici, non fissatevi col refresh su Tumblr, DeviantArt e chi per loro, lasciate che l’occhio si prenda una pausa, altrimenti continuerete solo a migliorare l’occhio e la mano resta dove sta e non ne uscite.

Fate qualcos’altro, pulite camera, uscite con gli amici, disegnate senza forzare la mano e se non va non va. Come le trappole cinesi, quelle che se tiri ti stringono le dita, il blocco dell’artista non va forzato. Non vi posso assicurare che funzionerà sempre, ma affrontare qualcosa con calma è pur sempre meglio che finire in trappola.

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Perché lo sketch è sempre meglio?

Questo è un tormentone di tutti gli artisti: fai uno sketch che sembra dinamico, fluido, accattivante, poi lo inchiostri ed è terribile. Perché?

Perché quando inchiostro un disegno sembra sempre peggiore rispetto allo sketch?

La risposta è semplice ma al contempo ci pone una questione molto complessa. Ci arriva dalla scienza, che ci prende per la manina, ci tira uno scappellotto sulla nuca per averla disturbata, e ci spiega che in natura nulla è definito in maniera così drastica, quindi il nostro cervello percepisce come più naturale qualcosa che non abbia un contorno preciso ma piuttosto una ragionevole libertà di interpretazione.
In parole povere, lo sketch è più realistico, perché esattamente come il mondo che ci circonda non è costretto da contorni definiti, quindi inchiostrare è inevitabilmente un costringere in limiti molto chiari delle forme che dal vero non sarebbero così marcate. Anche la più dinamica e rapida delle inchiostrazioni sarà sempre meno accattivante dello sketch, ed è tutta colpa del modo in cui siamo fatti a livello fisico. Stupidi neuroni.
Si potrebbe pensare che un’inchiostrazione poco precisa o direttamente disegnare ad inchiostro possa dare ugualmente un effetto di contorno indefinito, ma non è facile crearsi uno stile sporco che non sia caotico, e in genere delle linee pulite fanno sempre un bell’effetto. Usare una lineart colorata per le illustrazioni può funzionare, ma non per delle pagine che devono essere stampate in bianco e nero… Quindi?

Ma allora non è che potrei evitare di inchiostrare?

No.
L’inchiostrazione non è una cosa che facciamo per sport, avete mai provato a stampare uno sketch? So che non ci avete nemmeno provato, sapete già a pelle che viene male, se avete fortuna e calcate molto vi ritrovate con un blob grigio. E poi lasciamo perdere la bellezza delle sgommate e ditate su una tavola che in teoria andrebbe presentata al pubblico. Ovviamente ci sono autori che hanno creato con successo tavole a matita perfettamente leggibili (come Empowered) ma è una matita talmente pulita che non me la sento di chiamarlo sketch.
Quindi, l’inchiostrazione non è un accessorio come una cintura carina che va sopra i jeans e se c’è bene se no pace, no senza cintura ci troviamo per strada in mutande quindi stringete bene quella cintura, che vi si vede il deretano! L’inchiostrazione serve a rendere un disegno chiaro, leggibile, a dare una tridimensionalità attraverso le ombre, ma soprattutto serve.
Non se ne può fare a meno per pigrizia o perché “eh ma non so fare”, non è così che funziona! Quando abbiamo ospitato con la scuola un editore giapponese abbiamo parlato di diversi argomenti tra cui cosa ti fa guadagnare punti a un colloquio e la prima cosa di cui si è lamentato è stato che tanti sanno disegnare a matita ma col pennino sono analfabeti e se l’uso dell’inchiostro è scadente se ne fa ben poco di un bel disegno. Effettivamente è meglio un disegno che non sia perfetto ma almeno ben inchiostrato, piuttosto che un disegno inizialmente bello ma completamente rovinato da un’inchiostrazione piatta.


E allora come faccio a inchiostrare bene?

Per cominciare dobbiamo tutti accettare il fatto che l’inchiostrazione non sarà mai come lo sketch, ma può essere ugualmente bella. Una linea fatta bene, quindi con la giusta differenza di pressione e la giusta morbidezza nel tratto può dare una tridimensionalità e un peso al personaggio che una linea a matita non può davvero creare, e poi attraverso l’inchiostrazione possiamo mostrare meglio i piani dell’immagine, ciò che è vicino può essere più calcato mentre ciò che è lontano sarà molto leggero, e dare all’immagine un bel contorno la renderà leggibile, ovvero al primo sguardo sarà facile capire che cosa sta succedendo, insomma l’inchiostrazione in se’ non è cattiva è solo incompresa.
Dobbiamo un attimo metterci tutti il cuore in pace e inchiostrare di più, e un giorno potremo essere soddisfatti della nostra inchiostrazione. Nel frattempo… Sospirate e inchiostrate.

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