Perché lo sketch è sempre meglio?

Questo è un tormentone di tutti gli artisti: fai uno sketch che sembra dinamico, fluido, accattivante, poi lo inchiostri ed è terribile. Perché?

Perché quando inchiostro un disegno sembra sempre peggiore rispetto allo sketch?

La risposta è semplice ma al contempo ci pone una questione molto complessa. Ci arriva dalla scienza, che ci prende per la manina, ci tira uno scappellotto sulla nuca per averla disturbata, e ci spiega che in natura nulla è definito in maniera così drastica, quindi il nostro cervello percepisce come più naturale qualcosa che non abbia un contorno preciso ma piuttosto una ragionevole libertà di interpretazione.
In parole povere, lo sketch è più realistico, perché esattamente come il mondo che ci circonda non è costretto da contorni definiti, quindi inchiostrare è inevitabilmente un costringere in limiti molto chiari delle forme che dal vero non sarebbero così marcate. Anche la più dinamica e rapida delle inchiostrazioni sarà sempre meno accattivante dello sketch, ed è tutta colpa del modo in cui siamo fatti a livello fisico. Stupidi neuroni.
Si potrebbe pensare che un’inchiostrazione poco precisa o direttamente disegnare ad inchiostro possa dare ugualmente un effetto di contorno indefinito, ma non è facile crearsi uno stile sporco che non sia caotico, e in genere delle linee pulite fanno sempre un bell’effetto. Usare una lineart colorata per le illustrazioni può funzionare, ma non per delle pagine che devono essere stampate in bianco e nero… Quindi?

Ma allora non è che potrei evitare di inchiostrare?

No.
L’inchiostrazione non è una cosa che facciamo per sport, avete mai provato a stampare uno sketch? So che non ci avete nemmeno provato, sapete già a pelle che viene male, se avete fortuna e calcate molto vi ritrovate con un blob grigio. E poi lasciamo perdere la bellezza delle sgommate e ditate su una tavola che in teoria andrebbe presentata al pubblico. Ovviamente ci sono autori che hanno creato con successo tavole a matita perfettamente leggibili (come Empowered) ma è una matita talmente pulita che non me la sento di chiamarlo sketch.
Quindi, l’inchiostrazione non è un accessorio come una cintura carina che va sopra i jeans e se c’è bene se no pace, no senza cintura ci troviamo per strada in mutande quindi stringete bene quella cintura, che vi si vede il deretano! L’inchiostrazione serve a rendere un disegno chiaro, leggibile, a dare una tridimensionalità attraverso le ombre, ma soprattutto serve.
Non se ne può fare a meno per pigrizia o perché “eh ma non so fare”, non è così che funziona! Quando abbiamo ospitato con la scuola un editore giapponese abbiamo parlato di diversi argomenti tra cui cosa ti fa guadagnare punti a un colloquio e la prima cosa di cui si è lamentato è stato che tanti sanno disegnare a matita ma col pennino sono analfabeti e se l’uso dell’inchiostro è scadente se ne fa ben poco di un bel disegno. Effettivamente è meglio un disegno che non sia perfetto ma almeno ben inchiostrato, piuttosto che un disegno inizialmente bello ma completamente rovinato da un’inchiostrazione piatta.


E allora come faccio a inchiostrare bene?

Per cominciare dobbiamo tutti accettare il fatto che l’inchiostrazione non sarà mai come lo sketch, ma può essere ugualmente bella. Una linea fatta bene, quindi con la giusta differenza di pressione e la giusta morbidezza nel tratto può dare una tridimensionalità e un peso al personaggio che una linea a matita non può davvero creare, e poi attraverso l’inchiostrazione possiamo mostrare meglio i piani dell’immagine, ciò che è vicino può essere più calcato mentre ciò che è lontano sarà molto leggero, e dare all’immagine un bel contorno la renderà leggibile, ovvero al primo sguardo sarà facile capire che cosa sta succedendo, insomma l’inchiostrazione in se’ non è cattiva è solo incompresa.
Dobbiamo un attimo metterci tutti il cuore in pace e inchiostrare di più, e un giorno potremo essere soddisfatti della nostra inchiostrazione. Nel frattempo… Sospirate e inchiostrate.

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